Quality Score di Google Ads: cos’è il punteggio di qualità

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Quando si parla di Google Ads, spesso ci si focalizza sul budget, sulle keyword e sugli annunci andando a tralasciare particolari che possono andare a migliorare le prestazioni delle campagne. Uno di questi è sicuramente il Quality Score (Punteggio di Qualità in italiano).

Quindi…che cos’è il Quality Score?

Andando a riprendere la descrizione che troviamo nella colonna dedicata di Google Ads

“Il punteggio di qualità è una stima di quanto gli annunci, le parole chiave e le pagine di destinazione sono pertinenti per un utente che vede l’annuncio. Generalmente, quanto più elevati sono i punteggi di qualità, tanto inferiori sono i costi e migliori le posizioni degli annunci. “

In poche parole, il punteggio di qualità è un valore da 1 a 10 che Google assegna al nostro annuncio in base ad alcuni fattori che il motore di ricerca definisce importanti (e che effettivamente lo sono per tutto il contesto). Ma dei fattori te ne parlerò a breve.

Ma perchè dovresti avere un quality score basso? Perchè ti fa spendere meno migliorando anche il posizionamento dell’annuncio. Lo si può considerare come un fattore che va a moltiplicare il CPC della keyword.

Quindi un Quality Score alto significa abbassare il CPC speso. Ma facciamo un esempio con dei numeri casuali.

Se hai una campagna attiva dove il tuo CPCmax è 0.50 centesimi ed un punteggio di qualità 5 ed un tuo competitor compete per la stessa keyword con lo stesso CPC ma punteggio di qualità superiore, sicuramente spenderà meno di te.

Ma dove si controlla il punteggio di qualità?

Ad ogni keyword per cui vai a competere Google assegna in quality Score che puoi trovare nelle colonne della tab keyword. Se non le vedessi attive puoi attivare le colonne per visualizzare i 4 dati relativi al quality Score

  • Punt. qual: è inteso come stima aggregata. Il ranking dell’annuncio è daro però da un punteggio di qualità determinato in tempo reale nel momento dell’asta.
  • Esperienza sulla pagina di destinazione: determina se la pagina è pertinente alla ricerca ed è facilmente fruibile dall’utente.
  • Pertinenza annuncio: pertinenza fra la keyword ed il messaggio dell’annuncio. Se il punteggio è basso controlla se il tuo annuncio è troppo generale o specifico rispetto alla keyword.
  • Percentuale di clic prevista (CTR): un valore che si basa sul CTR delle campagne create in passato. Indica la probabilità che l’annuncio venga cliccato.

Ma da cosa è definito il punteggio di qualità?

Anche se stai pagando per una campagna, l’interesse di Google è fornire all’utente la risposta giusta e nel giusto contesto.

Quindi, ricapitolando, alcuni degli elementi che possono definire il quality score sono:

  • Contesto: facciamo un esempio estremo. se per esempio sei un negozio che vende canne da pesca e ti vai a posizionare anche in risultati dove per “pesca” si intende il frutto, ovviamente il quality Score sarà basso ed il CPC più alto. Per ovviare a questo puoi agire sui segmenti di pubblico oppure andando a “giocare” con le parole chiave escluse.
  • Velocità della pagina di destinazione. Eh sì. Anche questo è importante. Se l’ utente clicca su un annuncio e poi si trova in un sito lento Google ti penalizza anche se stai pagando. Non è che le annuncio non verrà visto ma potrebbe avere un costo più alto oppure una posizione inferiore rispetto ad un competitor.
  • Pertinenza dell annuncio: se clicco su un annuncio che parla di gatti e poi mi trovo in una pagina dove l’argomento principale è il cane sicuramente quell’annuncio costerà di più ed avrà un punteggio di qualità inferiore. Quindi cerca di essere pertinente al contesto. Per esempio usando le stesse keyword dell’ annuncio anche nelle pagine di destinazione.

Come ottimizzare le campagne

Arrivati a questo punti ti chiederai come poter ottimizzare le campagne del tuo account. Bene. In realtà non esiste una vera e propria formula magica che ti farà convertire non appena applicata. Diciamo che usando però delle linee guida puoi provare a trovare una strada concreta, per iniziare a fare le te prove. Ma non è finita, infatti, l’account deve essere controllato di frequente perchè tutto potrebbe variare da un istante all’altro.

Qualche suggerimento basilare:

  • Crea annunci specifici per ogni campagna. In questo modo potrai analizzare meglio la tipologia di utenti che fanno click sull’annuncio e cercare di capire se keyword, annuncio e pagina di destinazione sono ottimizzabili. Se provi a farlo su un annuncio troppo generico i dati non sono perfettamente misurabili e comparabili. Ad esempio se parli di abbigliamento non puoi sapere se l’utente clicca perchè cerca una t-shirt o un pantalone.
  • Usa keyword specifiche: cerca di abbinare le parole dell’annuncio, le keyword scelte e la pagina di destinazione. Cerca di essere molto preciso. Un conto e dire “maglia” un altro è scrivere “maglia blu del brand x”. Quando possibile inserisci le parole specifiche anche nel testo dell’annuncio.
  • Usa le parole chiave a corrispondenza inversa: se ti accorgi che alcune ricerche non sono coerenti con il contesto cerca di escluderle.
  • Usa Call to Action anche nel testo dell’annuncio: in questo modo spieghi all’utente cosa troverà nella pagina di destinazione.

Spero di averti dato qualche utile consiglio per le tue campagne Google Ads. Non esiste una formula magica per iniziare a convertire immediatamente. Ogni account è gestito in modo diverso rispetto al contesto, target ed altri fattori.

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